Per una Sociologia dell’Immaginario

  dal 06/03/18 al 31/03/18.
Nasce a Verona la prima sezione dell’associazione italiana di Sociologia, Ais, dedicata all’Immaginario. La sezione è stata presentata per la prima volta giovedì 1 e venerdì 2 marzo, nel corso del convegno “Per una sociologia dell’Immaginario”, che si è svolto nel Polo Santa Marta.
 
A introdurre i lavori sono stati Luigina Mortari, direttrice del dipartimento di Scienze umane dell’ateneo, Enrica Amaturo, presidente dell’Ais e Paola Di Nicola, docente di Sociologia in ateneo. Nel corso del convegno sono state presentate alcune proposte di ricerca, come ad esempio quella legata all’immaginario sociale della paura, che può essere declinato come immaginario del femminicidio e della violenza di genere o nell’immaginario della robotica, intesa come paura delle macchine. L’Immaginario, in sociologia, è, infatti,  l’insieme delle rappresentazioni del mondo, reali e non reali, che vengono condivise dalla società. Si tratta di un’area di ricerca ormai consolidata e riconosciuta dalla scienza sociologica, ma ancora non del tutto indagata.
 
“L’immaginario conforma l’azione sociale, dando anche modelli di comportamento -  ha spiegato Domenico Secondulfo, tra i fondatori della sezione e docente di Sociologia in ateneo-  rappresentazioni delle immagini che si portano dietro contenuti di norme. Modelli che possono essere positivi o negativi, come ad esempio l’immagine della buona madre può essere rappresentata dalla Madonna. Anche gli stereotipi fanno parte dell’immaginario, perché sono sempre aggregati di comportamenti. Anche la ricerca scientifica può essere legata all’Immaginario, perché per poter realizzare qualcosa, prima lo devo immaginare”.
 
Obiettivo della sezione dell’Immaginario è, dunque, di comprendere quali siano le strutture profonde dell’immaginario collettivo della società e come esso funziona.
 


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